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#chisono

La musica mi affascinava già da bambino.
Pare che per farmi mangiare nei miei primi anni di vita l’unico modo fosse quello di intonare una canzone.

Più tardi incontrai una persona a cui piaceva la montagna.
Un poco schiva, abituata a pensare ed ascoltare, ma con gli occhi capaci di vedere in modo profondo e con le mani forti, lo sguardo rivolto sempre alla cima pur conscio che su certe cime non sempre si può arrivare. Ma ascoltare non soltanto parole bensì anche i silenzi o i suoni che la montagna offre in tutte le stagioni, anche oggi che non sono più quattro.

Avete mai provato ad ascoltare la 5^ sinfonia di Beethoven mentre osservate nevicare sulla pineta che risale la montagna?
Stupirvi per il ritmo che pare i fiocchi di neve assumano in virtù di quella musica?
Sentire che tutta quell’immensità non è ancora abbastanza per ciò che sentite nel vostro cuore o cosa vorreste riuscire anche voi ad esprimere proprio in quel momento?

Oppure mentre scendete danzando con gli ski su un pendio immacolato immaginarvi avvolti dalla melodia e dalle parole di Wish You Were Here dove la chitarra sembra invitarvi a sfidare la linea di massima pendenza per disegnare una traccia irripetibile e unica? E dove la vostra mente va alla persona che vorreste fosse lì con voi e che per mille ragioni è distante?

E la sera poi attorno al fuoco sentirvi bene mentre qualcuno interpreta i versi di Dylan piuttosto che quelli di De Andrè, Guccini, Vecchioni, De Gregori accompagnando il vostro sguardo alla finestra per guardare la luna che illumina la neve, o rivolgere il vostro pensiero al passato senza doversi per forza spaventare per il futuro?

Bellezza, pensiero, intelligenza, grazia, capacità, incanto: immaginate tutto questo raccolto in una persona. C’è chi si sentirebbe fortunato ad incontrarla, altri invece potrebbero averne paura, altri ancora potrebbero volere cambiare la sua storia. E rileggendo le pagine del tempo si incontra una moltitudine di donne che hanno fatto questa esperienza. Maria Maddalena ad esempio. L’unico dato certo è che, donna del suo tempo, non è una figura immaginaria ma una personalità vissuta realmente, che in qualsivoglia maniera ha tenuto un rilevante ruolo nell’intricato dipanarsi della storia sino a diventare un impenetrabile enigma. Questo tema ha colpito la fantasia di un infinito stuolo di scrittori, artisti e ricercatori che con alterne fortune hanno elaborato tesi più o meno persuasive capaci di stimolare la curiosità e l’interesse di lettori ed appassionati. Fonti certe e assolute di verità finora non ne esistono, né ci sono prove convincenti che indirizzino verso l’una o l’altra conclusione anche se le controversie di ordine religioso e storico rimangono. In questo mare di incertezze si apre in me il desiderio di celebrare la Donna nell’illusione di coglierne il Mistero. Alla luce però della certezza che ogni donna nel suo splendore più atteso possa solo mostrarsi a pochi eletti. Sei tu Donna che in una sola parola racchiudi il tempo e lo spazio, la cura e il desiderio, il buio e la luce, il dolore e il sorriso, l’amore e la vita. Ed è per te che il mio canto sorge…

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